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Consuntivo del 2011

Ed eccoci a fine anno con la giusta calma per trarre un bel bilancio consuntivo che non fa mai male!
Si fa presto:
salute: tutto ok, a parte questo calo di fine anno con la pubalgia (porco qui e porco lì)
lavoro: alti e bassi, più bassi che alti ma insomma un lavoro ce l’ho e mi pagano pure quindi zitta e mosca!
Amore: oooooooohmmmmmmmmmmm oooooooohmmmmmmmmmmm.

E passiamo al resto.
Finisco l’anno in affitto dal mio amico, coinquilino, tesoro di roscio e dal nuovo anno sarò nella mia casetta, mia mia, capito? Finchè non se la prendono quelli della banca, certo. Che poi mia….è loro finchè non finisco di pagare…roba tipo 35 anni! AIUTO!

Musica: quest’anno grosse soddisfazioni da Subsonica, Silvestri (bellissimo disco!) e Negrita. E bei bei bei bei concerti visti, per i Negrita se ne parla a febbraio. Oh e poi i Red hot: WOW!

Libri: qui me la prendo comoda. Gran bell’annata di libri, un’eccellenza assoluta, il Carlotto di L’oscura immensità della morte e poi varie 4 stelle che si sa, io son parca di bontà per cui siamo soddisfatti!
I migliori autori letti per quantità e qualità sono stati Pandiani (Troppo piombo e Lezioni di tenebra) e Leonard (Out of sight e Il corvo), leggerò ancora di questi autori meritevoli.
Un gioiellino capitato per caso alla fiera del libro di Roma dello scorso anno e ora da me raccomandato a tutti è Perché non sei venuta prima della guerra di Lizzie Doron, un libricino piccolo ma potente, la storia della Shoah o meglio di quello che fa all’anima dei sopravvissuti attraverso la vita di Helena tra risate e pianti, una storia bellissima.
Il peggiore, manco a dirlo è stato il mio primo Joe Lansdale con Il lato oscuro dell’anima, mannaggia a me e a quella testa pelata che c’è sulla copertina! Terribile romanzo.
La delusione: La linea nera di Grangè che dopo Fiumi di porpora ancora non mi ha convinto. Ma davvero è tutto qui? Mah…
Ho letto tanti autori italiani rispetto al passato, molto più letture di genere noir ma con esaltanti fuoriuscite e ancora molte donne mediorientali e nordafricane, le mie preferite. Da lì viene una letteratura femminile pazzesca, accorrete gente!

Tra le cose belle ci metto che sono diventata nuovamente zia, la sister è dottoressa, ingegnera e poi chissà quale altro titolo prenderà ancora, ho fatto un meraviglioso viaggio in Canada attraverso la natura e la bellezza delle città, ho smesso di credere in chi non merita più.

Tra quelle brutte ci sono le angosce vissute per la salute altrui, il dolore delle amiche più care per gli abbandoni e i tradimenti, il vuoto per la morte dell’indimenticabile Sic.

Se mi viene in mente altro aggiungo eh.

quasi tutte le cose hanno una scadenza

Sono alla fine della mia prima settimana senza patente. Già, mi è stata ritirata nella notte di venerdì 9 dicembre da ben tre vigili simpatici e ligi al dovere, insomma, mi ero dimenticata della scadenza. Ma mica di tanto, cioè, meno di un anno…
Mi è spiaciuto perché era il weekend del ponte, quello con gli amici amanti dei libri provenienti da ogni dove dello stivale. E’ l’altra mia famiglia, una di quelle che mi sono costruita nel tempo. La più caciarona, la più intensa. Ogni giorno nei miei pensieri, nelle mie chiacchere eppure sono tutti amici lontani, solo via web. Che poi “solo” non è mica vero. Ci sono persone “virtuali” che ti conoscono e ti sono vicine molto più di quelle della porta accanto.
Pazienza. L’ho presa con filosofia. C’è chi mi fa da autista e l’unico fastidio per me è non avere orari, o meglio, ho i suoi e non sono proprio umani!
Si avvicina Natale. Questo dicembre se possibile è anche peggiore degli ultimi scorsi. Temo che da trilogia sia divenuta quadrilogia, il problema è se vuole divenire saga del dicembre! Ho notato che i giorni nefasti son quelli cmq dal 7 al 9 dicembre, da lì parte ogni evento che segna tutta la mia famiglia d’origine. Mai nel bene eh…sempre nel male. Così anche quest’anno respireremo poco, tratterremo le ansie e incertezze e sorrideremo in modo vuoto e un po’ falso. Ormai sto diventando un’attrice navigata…non se ne accorge nessuno!
Niente albero né addobbi, quasi quasi non mi riconosco più. Però ho la cucina nella nuova casa e per gennaio mi trasferisco, anche se non c’è tutto, ho bisogno di cominciare l’anno in modo nuovo, cosa meglio di una nuova casa?
Per il resto, ho fatto finalmente una gara, la Best Woman con un risultato così così 54’57’’ ma c’è tempo e l’obiettivo è distanza doppia per cui, niente timori! E’ stata però una corsa in splendida compagnia, due angeli custodi tutti per me, Gabriele e Claudio, senza di loro avrei tirato i remi in barca molto prima e invece ho persino sprintato nel giro di pista!
Cosa ancora? Ah si… niente.

Lucio Magri

La notizia del suicidio assistito di Lucio Magri è stata probabilmente l’evento che mi ha toccato di più, che mi ha portato a lunghe riflessioni. La sua è stata una decisione a lungo meditata, non era ammalato, era solo stanco di andare avanti. In fondo non è questo molto spesso che porta gli uomini a togliersi la vita? Qualcuno di caro che si è suicidato l’ho anche io. Il tempo passa ma quelle stesse domande sono sempre in fondo al cuore….perchè? non potevi chiamare uno di noi? Non potevi venire a nasconderti se volevi fuggire qualcuno o qualcosa nel mondo? Ti avremmo protetto o forse non l’abbiamo fatto. Ho creduto che fosse stato un gesto impulsivo, ho creduto che fosse figlio della disperazione ma forse Emi è salito su quel palazzo molte altre volte, con la fantasia se non fisicamente. Forse anche lui aveva previsto tutto, il volo, lo schianto, il vuoto, l’assenza.
Ho rispetto per la scelta di Magri, ho rispetto per il fatto che abbia scelto di dire addio a una vita che era diventata troppo pesante da vivere, ho rispetto perché ha “messo tutto a posto” prima di andarsene, perché non ha lasciato una macchia scura sul selciato, un viso irriconoscibile, un dolore troppo grande. Ha discusso con gli amici più cari, ha condiviso e poi ha comunque scelto di andare fino in fondo. Un uomo forte che anche nell’andare via ha lasciato molto di sé.

svuotare e riempire

Tanti pensieri e poche emozioni. Queste mi mancano soprattutto, provo solo rabbia e sfogo correndo o impuntandomi con il capo ben sapendo che adesso non può imporsi come vorrebbe. Per una volta ho il coltello dalla parte del manico, non ne approfitto ma non permetterò atteggiamenti vessatori, così come non l’ho mai permesso. E’ un mondo maschile e difficile questo ma guai a voi che vi siete messi su questa strada con tanta arroganza.
Per fortuna c’è il mio gruppo di “quelli delle 8 di sera in Villa”, senza di loro la pigrizia, la stanchezza, la voglia di un bagno caldo e delle coperte avrebbe la meglio su di me. Niente di più facile dopo 10 ore di stress al lavoro!
Il ritmo c’è, la costanza pure, per ora, se la salute mi assiste passerò un buonissimo inverno di corse. Almeno quelle. Il resto è uno sfacelo. Un gran bel buco nero. Ma va bene così. I vuoti prima o poi vanno riempiti.

International News

Quali sono le notizie che si cercano appena si ha la possibilità di accedere ad internet? Mi piacerebbe avere risposte su questo, giornalmente, per capire chi mi sta intorno. Per esempio io entro in ufficio e a seconda della stanza che passo a salutare ho novità dell’ultima ora che riguardano la Roma, poi la seconda stanza la Roma, al primo piano Roma, Roma e Roma. Calcio ovviamente eh. Considerando che siamo al 50% gli uomini e le donne, mi sarei aspettata anche qualcosa d’altro ma…niente, le donne qui sono anche più sfegatate, hanno tutte l’abbonamento e se il Pupone ha qualcosa siamo in lutto. Per curiosità stamattina ho domandato, così…oh che è successo oggi nel mondo?? Le risposte hanno vagato tra la pioggia, il traffico e il posticipo non giocato.
Io ho cercato commenti sull’elezione di Ortega, non che ci fossero dei dubbi sulla vittoria, ma ogni tanto ripensare al concetto di Democrazia non farebbe male. Democrazia, senza tener conto del petrolio, della droga, del metano… Se vuoi avere commenti o sapere qualcosa devi comunque leggere la stampa internazionale, noi ci occupiamo proprio poco di quello che accade intorno ai nostri confini. Per dire, che il maltempo stesse flagellando anche altre vaste zone d’Europa con la stessa nostra intensità e drammaticità l’ho saputo dalle news europee, non certo dalle nostre.
Santo internet. Finché ce n’è.

october

Questo ottobre non lo immaginavo così. Così vuoto, così triste, così problematico. Invece lui è arrivato senza nemmeno dire buongiorno e io devo adeguarmi, con enormi difficoltà di adattamento. Il tutto è condito dalle preoccupazioni economiche che gravano non solo sul mio misero portafoglio ma soprattutto sulla capa di tutti gli italiani. Ogni giorno le stesse parole, ogni giorno va in scena il teatrino politico che non risolve e inguaia più che può. La novità (novità??) è data dalla nuova proposta di un condono, l’ennesimo che sana qualsiasi schifezza e nefandezza in questo Paese! Come si fa ad essere d’accordo? Non lo sarò mai ma ora che si chiede l’ennesimo sacrificio a noi, la si fa passare liscia a quelli che “c’hanno provato e gli è andata anche bene”!!! Sono furiosa e schifata.
Mi risollevo con l’affetto e il supporto degli amici. Nei momenti cupi e bui c’è qualcuno che ti aiuta per davvero. Chi spende i suoi weekend liberi a sistemare casa, a pitturare e scartavetrare e rasare…, chi ti offre un piatto caldo perché ne abbisogni, chi ti tiene alzata fino a notte fonda perché anche loro hanno i problemi e bisogna esserci. C’è bisogno di un abbraccio e poco altro ma ce n’è davvero bisogno.
Questi giorni ho avuto le cene con le amiche, così diverse eppure così insostituibili e a volte intercambiabili tra loro. Le Fagiane che dopo anni sono ancora intorno ad un tavolo, sempre a mangiare e bere, ognuna con la sua croce e qualcuna con una delizia tutta sua, complici e piene di segreti che si confidano a qualcuna ma non a tutte e che poi a queste cene se ne discute come argomento conosciuto. Dirlo ad una è dirlo a tutte, in un modo o nell’altro e questo ci rende così accettate e amate per quello che siamo. Se ci guardo da fuori vedo 5 donne completamente diverse che hanno trovato una via comune in un semplice blog, il mio era questo e il loro si è perso nella rete.
L’altra cena era un soccorso volante, le mie Amiche del Cuore, le conosco da quando avevo 5 anni e me le porto addosso ogni giorno. Questo è stato un anno di cambiamenti per tutti e tre, di novità non sempre belle, di presenza più costante perché da sole si può soffrire tanto da non poterne più. Attendo una chiamata che mi dica che si, ce la faremo anche questa volta anche se ora sento solo un freddo gelo.

eva, la mela, adamo.

5 settimane, 5 lunghe settimane di cui essere orgogliose, in cui ho tenuto duro con grandi sofferenze poi…. la caduta in tentazione ha avuto la meglio.
Il ricordo, il bisogno, il sollievo di sapere che tutto è come prima, che nulla è stato toccato dalla lontananza, che ogni cuore è al suo posto. Il dolore di sapere che tutto è identicamente uguale a prima.
Un momento di abbandono per urgente bisogno. Lasciata sola a combattere, le amiche che ti dicono che se cedi loro saranno comunque con te e ti vorranno bene. Peccato che la realtà non mi appartiene, la realtà è scritta per altri, i miei sono solo sogni che si infrangono. Ora ho solo pezzi di vetro nel cuore.
E ricominciamo a contare. 4 giorni.

another September

Ho ripreso a correre. Andatura lenta, sento ancora i lividi nelle gambe per chissà quale colpo dato chissà dove durante la vacanza. O forse è stato solo il tanto camminare, le gambe gonfie, il caldo, chissà. Stasera altra sgambata, mi sento in colpa per aver detto no al Presidente per la gara di domenica prossima ma ancora non ho i 10 km di corsa senza fatica e non me la sento, voglio rientrare piano piano e sentire il piacere della corsa. Per ora è un rimettersi in moto, un ritrovare battito del cuore e rumore di passi.
Questa settimana al lavoro è scivolata via, alla mia scrivania, le mie carte e poche scocciature, tanto tempo per imporsi di non aprire quella finestra, non guardare ancora dentro e così mi tengo l’audio delle gare di atletica leggera e appena posso ci sbircio dentro. Passa il tempo e io lo conto, più tempo, più distanza, più possibilità.
Tra poco ricomincerò a pieno ritmo, ritroverò gli amici di sempre,riprenderemo le corse in gruppo, le gare su strada, le cene e i pranzi in giro per la campagna, ho voglia della normalità, ho voglia che sia già Natale e tanto tempo messo tra me e te.

Adele

Someone like you

è la colonna sonora di questa vacanza, la radio della macchina la suonava da qualsiasi radio, da qualsiasi città e regione. Non sono scampata nemmeno da questa intensa vocalità con tutta l’amarezza che comporta, con la sofferenza che mi porta dentro.
ho comprato il cd a Montreal prima di ripartire e oggi in macchina suonava per me mentre venivo in ufficio, non l’ho ancora sentita, mi aspetta per il viaggio di ritorno a casa e allora forse allungherò un poco e mi farò una corsetta per levarmi di dosso questa tristezza.
Sarà sempre il colore del verde e del blu di questa terra nordamericana.

fusi orari

Io sono confusa dal fuso orario ma qui c’è qualcosa di strano lo stesso: improvvisamente ricevo commenti ai post da persone che non conosco ( e non sarebbe neanche troppo strano), in inglese ( e qui già è stranissimo) e alcuni in astruso! ora, sono stanca, ho sonno e fame ad orari improbabili e non ho voglia di perdere tempo ma esattamente che cosa è successo??? :O

Rientrata ieri dopo un lungo e tortuoso viaggio di due giorni tra aeroporti dalla mia vacanza in Canada. Bellissima. Peccato aver cmq pensato ogni giorno a lui, ogni santissimo giorno, peccato aver sognato quelle labbra e quelle mani e l’abbraccio stretto e l’odore e il sapore. Peccato perchè dopo tre settimane è il mio mal di testa continuo. Quando cavolo di tempo deve passare? non dico per dimenticare ma almeno non pensarci tutti i giorni in più orari!
Quando finalmente stamani riesco ad avvicinarmi al mio pc, vi trovo dei suoi messaggi scritti nei giorni in cui non c’ero. Ricordo le ultime parole scritte da lui prima di uscire, poi ti chiamo.
C’è stato il nulla ovviamente. Non che ci sperassi tanto ma odio questo modo di parlare senza dare un peso reale alle parole. Per me le parole contano, ma certo, dette da uno che non mantiene mezza promessa, difficile credere a qualcosa. Quando poi non sarebbe stato al lavoro, quando poi la mia esistenza in quel tempo non c’è. Ecco, mi ferisce che abbia scritto quei piccoli messaggi perchè sono la riprova dell’importanza che rivesto per lui: il passatempo nell’orario di lavoro.
Per me però non è un passatempo, non lo è mai stato e ora non mi basta più.